NOTIZIARIO 25 - 17 GIUGNO 2026

NOTIZIARIO N. 25 – 17 GIUGNO 2026

 

INDICE

 

1 L'ANGOLO DEL PRESIDENTE - IL SALUTO.

 

1.1 LA FRASE DELLA SETTIMANA.

 

1.2 L’ANGOLO DEL BUON UMORE.

 

1.3 LA RICETTA DELLA SETTIMANA.

 

2 LA NOSTRA SEZIONE

 

2.1 ORARI ESTIVI ASF

 

2.2 INVITO PRESENTAZIONE LIBRO "GLI INASCOLTATI" DI DIEGO MINONZIO – 25 GIUGNO - VIA RAIMONDI, 1 COMO

 

2.3 XI GIORNATA PROVINCIALE F.A.N.D. COMO - SABATO 20 GIUGNO 2026 - VILLA GALLIA - “RIFORMA DELLA DISABILITA’ E PROGETTO DI VITA”

 

2.4 CAMPAGNA FISCALE

 

2.5 TESSERAMENTO ASSOCIATIVO ANNO 2026 E CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’

 

2.6 AMBULATORIO IPOVISIONE

 

 

3. UNO SGUARDO AL REGIONALE.

 

3.1 ESTATE 2026: IN VIAGGIO CON IL CANE GUIDA, SENZA OSTACOLI E SENZA DISCRIMINAZIONI

 

3.2 CAMPI ESTIVI I.RI.FO.R. 2026: INFORMAZIONI E ISCRIZIONI

 

3.3 GIORNATA DEL CANE GUIDA - 16 SETTEMBRE - MILANO, PIAZZA CITTÀ DI LOMBARDIA

 

3.4 INPS PER LA DISABILITÀ

 

 

4 ULTIME CIRCOLARI DALLA SEDE CENTRALE

 

 

5 UNO SGUARDO AL NAZIONALE.

 

5.1 COMUNICATO N. 38

6. FUORI PROVINCIA

 

6.1 MOSTRA FOTOGRAFICA TATTILE “VEDIAMOCI QUI”: GALLERIA CIVICA DI MONZA, IN VIA CAMPERIO

 

6.2 CORSO FORMATIVO “LA FIRMA SENZA BARRIERE: DIRITTI, PROCEDURE E STRUMENTI” – UICI BASILICATA

 

6.3 CAFFÈ LETTERARIO UICIMANTOVA – TUTTI I GIOVEDÌ ALLE ORE 17.30

 

 

7 LIBRI DEL MESE.

 

7.1 AGGIORNAMENTO CATALOGO LIBRO PARLATO MESE DI MAGGIO 2026

 

7.2 OPERE UICI COMO

 

 

8. INIZIATIVE PER I GIOVANI.

 

8.1 PERCORSO “SUONI DA TOCCARE” – MYRA LAB MILANO – LUGLIO 2026

 

8.2 CORSO DI DIALOGO INTERGENERAZIONALE - ASCI DON GUANELLA

 

8.3 PREMIO “ANTONIO MUÑOZ” ANNO 2026 PER STUDENTI CON DISABILITÀ VISIVA

 

9. RASSEGNA STAMPA

 

9.1 LA PROVINCIA DI COMO - 15/06/2026 - CRONACA - BARRIERE DI INCIVILTÀ «GUARDA DOVE VAI» MA LEI È NON VEDENTE

 

9.2 LA PROVINCIA DI COMO - 15/06/2026 - CRONACA - DISABILITÀ , IL MINISTRO RILANCIA «RIPORTIAMO LE PERSONE AL CENTRO»

 

9.3 LA PROVINCIA DI SONDRIO  - 14/06/2026 - CRONACA - DISTURBO DELL'APPRENDIMENTO «MA MIO FIGLIO È LASCIATO SOLO»

 

9.4 LA PROVINCIA DI COMO  - 14/06/2026 - ORDINE - VITTIME DI GUERRA I CIVILI PIÙ ESPOSTI

 

9.5 LA PROVINCIA DI COMO  - 14/06/2026 - PRIMA - IL RITORNO DI VOLTA AL SUO TEATRO

 

9.6 LA PROVINCIA DI COMO - 11/06/2026 - PRIMA - CENTRALI NUCLEARI UN TABÙ DA SUPERARE

 

 

1 ANGOLO DEL PRESIDENTE - IL SALUTO.

 

Carissime e carissimi,

un grazie particolare alla nostra Vice Presidente Michela, ai consiglieri Alpino, Lo Presti, Tavazzi, alle socie Copelli e Merio, al volontario Merio, che hanno partecipato a Como Per Tutti, la tre giorni organizzata da Ciao Como in collaborazione con il Ministero Delle Disabilità, dove hanno conosciuto nuove persone, rinnovato vecchie amicizie e soprattutto fatto conoscere la nostra associazione e i nostri servizi alla popolazione.

Uici como (1946-2026), da ottant’anni al servizio dei disabili visivi della provincia.

Ricordo a chi fosse interessato l’appuntamento di sabato 20 giugno presso Villa Gallia, dove si parlerà della recente riforma della disabilità, organizzata dalla FAND di Como, vedi notizia 2.1.

È Cominciato il periodo della dichiarazione dei redditi, ricordo a tutti di devolvere il 5 per mille a favore della sezione, inserendo il codice fiscale 80007800131, un gesto che a voi non costa nulla ma per noi risulta essere molto importante, grazie.

Ricordo, infine, l’importanza di rinnovare la quota associativa per l’anno 2026.

Auguro a tutti una buona settimana.

Claudio

 

1.1 FRASE DELLA SETTIMANA

 

Le persone alle quali vuoi bene meritano di sentirselo dire.

MALANDA JEAN-CLAUDE

 

1.2 ANGOLO DEL BUON UMORE.

 

Una donna va dal parrucchiere per farsi i capelli in vista di un viaggio a Roma con suo marito. Parla del viaggio al parrucchiere che le dice: "Roma? Chissà perché la gente vuole andare a Roma. È una città squallida, sporca e affollatissima. Bisogna essere pazzi per andarci. E con che compagnia vola?". "Prendiamo la Continental - risponde la signora - abbiamo avuto un’ottima tariffa". "Continental? - esclama il parrucchiere - è una compagnia orribile. I loro aerei sono vecchi, gli assistenti di volo brutti e maleducati e sono sempre in ritardo. Be` e dove alloggiate a Roma?". "Staremo in un alberghino esclusivo sul fiume Tevere che si chiama Teste. "Non andateci, conosco il posto. Tutti quelli che ci vanno pensano che sia qualcosa di speciale e di esclusivo e invece è una topaia". "Poi andremo anche al Vaticano, sperando di vedere il Papa". "Questa poi! - dice ridendo il parrucchiere, - voi e milioni di altre persone che cercano di vedere il Papa. Se lo vedete, vi apparirà in lontananza delle dimensioni di una formichina. Tanti auguri per il vostro viaggio: ne avrete certo bisogno. Un mese dopo la signora torna a farsi i capelli e il parrucchiere le domanda del viaggio a Roma. "È stato splendido", dice la signora, non solo il volo della Continental è stato puntualissimo, ma siccome il volo era overbooked, ci hanno spostato senza supplemento in prima classe dove il servizio è stato eccellente con cibi e vini squisiti, e un gentilissimo steward, un bel ragazzo di 28 anni, a nostra disposizione. L’hotel poi era splendido. L’avevano appena restaurato spendendo 5 milioni di dollari e ora è un gioiello, il migliore della città. Inoltre, siccome anche loro erano overbooked, si sono scusati e ci hanno dato la suite presidenziale senza supplemento di spesa. "Bene, borbottò il parrucchiere, vi è andata bene, ma sicuramente non avrete visto il Papa". "Be`, anche qui siamo stati fortunati, perché mentre passeggiavamo per piazza S.Pietro ci si è avvicinata una guardia svizzera e ci ha detto che il Papa sarebbe stato lieto di incontrare qualcuno dei turisti che visitavano il Vaticano e ci ha chiesto se eravamo disposti ad andare nel suo appartamento dove il Papa ci avrebbe ricevuti in udienza privata. Noi abbiamo accettato con entusiasmo e così dopo pochi minuti il Papa era lì davanti a noi e mi ha anche stretto la mano. Io mi sono inginocchiata, mi ha messo una mano sulla testa e mi ha detto alcune parole. "veramente? dice il parrucchiere, e cosa le ha detto?". "Ma chi è quell'imbecille che ti fa i capelli?"

 

 

1.3 LA RICETTA DELLA SETTIMANA

 

FRISCEU GENOVESI

Ingredienti

250 g farina 00

120 ml acqua frizzante

50 ml acqua naturale tiepida

6 g lievito di birra fresco

1 cucchiaino zucchero

erba cipollina

salvia

olio di semi di arachide

sale

Sbriciolate il lievito di birra fresco in una ciotola, unite lo zucchero e i 50 ml di acqua naturale tiepida e mescolate in modo che il lievito si sciolga completamente. Unite tutta la farina e mescolate.

Unite a poco a poco tutta l’acqua frizzante e mescolate fino ad ottenere un composto colloso e appiccicoso.

Coprite l’impasto per i Frisceau con la pellicola trasparente e lasciate lievitare per circa 1 ora.

Tritate le erbe aromatiche che avete scelto.

Dividete l’impasto lievitato in tante ciotole quante le erbe che avete scelto di utilizzare.

Mettete le erbe tritate in ogni ciotola e mescolate.

Coprite tutti gli impasti con la pellicola trasparente e lasciate lievitare nuovamente per circa 2 ore.

Fate scaldare abbondante olio di semi di arachidi in una pentola alta e dai bordi stretti e, quando sarà ben caldo, mettete a friggere l’impasto per i frisceau genovesi a cucchiaiate circa 5 o 6 alla volta in modo da non abbassare eccessivamente la temperatura dell’olio.

Fate friggere i frisceau per circa 5 minuti fino a che saranno ben gonfi e dorati poi scolateli su carta assorbente, salateli leggermente e serviteli.

 

2. LA NOSTRA SEZIONE

 

2.1 ORARI ESTIVI ASF

 

Sono disponibili i nuovi orari estivi di ASF. Chi è interessato può rivolgersi alla nostra sezione.

 

2.2 INVITO PRESENTAZIONE LIBRO "GLI INASCOLTATI" DI DIEGO MINONZIO – 25 GIUGNO - VIA RAIMONDI, 1 COMO

 

Gentili,

abbiamo il piacere di invitarvi alla presentazione del romanzo "Gli inascoltati" di Diego Minonzio, direttore de La Provincia di Como, La Provincia di Lecco, La Provincia di Sondrio, Unica Tv.

L'autore dialogherà con Alessandro Sallusti, giornalista, scrittore, conduttore televisivo e direttore di Libero

Giovedì 25 giugno ore 18.00

presso la sala conferenze di Confindustria Como VIA RAIMONDI 1 COMO

RSVP

In caso di interesse all’evento è disponibile il link per partecipare LINK https://www.confindustriacomo.it/notizia/48872/presentazione-del-romanzo-gli-inascoltati-di-diego/iscrizione/

Confidando di poter condividere con voi questo momento culturale, vi ringraziamo sin d’ora per l’attenzione e porgiamo distinti saluti.

 

2.3 XI GIORNATA PROVINCIALE F.A.N.D. COMO - SABATO 20 GIUGNO 2026 - VILLA GALLIA - “RIFORMA DELLA DISABILITA’ E PROGETTO DI VITA”

 

INIZIATIVA REALIZZATA CON L’APPREZZAMENTO DEL MINISTRO PER LE DISABILITA’ ALESSANDRA LOCATELLI

PROGRAMMA

-ORE 9.00 SANTA MESSA PRESSO CHIESA DI SAN GIORNGIO

-ORE 9.30 ACCOGLIENZA E WELCOME COFFEE

-ORE 10.00 INIZIO CONVEGNO: SALUTO DEL PRESIDENTE F.A.N.D COMO, DEI PRESIDENTI DELLE ASSOCIAZIONI COMPONENTI LA FEDERAZIONE E DELLE AUTORITA’ PRESENTI.

-ORE 10.20 PRIMO RELATORE Avv. GIANFRANCO DE ROBERTIS-Ufficio Legislativo Ministero per le Disabilità

-ORE 10.40 SECONDO RELATORE Dr. MARCO ZANISI –  Presidente Cooperativa “Serena”

-ORE 11.00 TERZO RELATORE Don FRANCESCO VANOTTI – Direttore Ufficio per la Catechesi Diocesi di Como

-ORE 11.20 QUARTO RELATORE Dr. LUIGI COLZANI – Presidente della Cooperativa Sociale “Il Gabbiano” di Cantù

-ORE 11.40 QUINTO RELATORE Dr. GIORGIO ALLARA – Presidente della Cooperativa “Sociolario”

-ORE 12.00 DIBATTITO E CONCLUSIONE

 

MODERA: ON.LE ALESSANDRA LOCATELLI MINISTRO PER LE DISABILITA’

 

2.4 CAMPAGNA FISCALE

 

Anche quest’anno il personale UICI, è disponibile a prendere nota di quanti vogliano rivolgersi all’ANMIL per la presentazione del 730 o del modello redditi (ex UNICO). Per fissare l’appuntamento sarà sufficiente mettersi in contatto con la Sezione.

Si riportano, in breve, le tariffe.

Destinatari:

associato UICI, coniuge dell’associato UICI e parenti di I° grado.

Nota bene: Per parenti di I° grado si intendono figli e genitori degli associati UICI (conviventi, o meno).

 

Tariffe:

Modello 730 singolo per soci UICI

Euro 15,00

Modello 730 singolo per coniugi e parenti di I° grado

Euro 22,00

Modello 730 congiunto per soci UICI

Euro 20,00

Modello 730 congiunto per parenti di I° grado

Euro 27,00

Modello redditi (ex UNICO) per soci UICI

Euro 26,00

Modello redditi (ex UNICO) per coniugi e parenti di I° grado

Euro 32,00

ISEE

gratuito

 

Invitiamo tutti a donare il 5 per mille alla nostra sezione: è un gesto UTILE che NON COSTA NULLA!

Indica il codice fiscale 80007800131! GRAZIE

 

 

2.5 TESSERAMENTO ASSOCIATIVO ANNO 2026 E CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’

 

Invitiamo tutti i nostri soci a rinnovare con convinzione l’adesione alla nostra Associazione per l’anno 2026; la quota sociale è di euro 50. Sottoscrivendo la delega in modo definitivo presso il nostro ufficio, non solo si evita il disturbo di recarsi in sezione o presso l'ufficio postale per effettuare il versamento, ma il prelievo, fatto alla fonte sull'indennità o sulla pensione, risulta in realtà di una trattenuta di soli euro 4,13 al mese. La quota può essere già versata in contanti, recandosi di persona presso la sede, con bonifico bancario IT63 J030 6909 6061 0000 0128 283 Banca Intesa San Paolo S.p.a. sede di Como intestato a UNIONE ITALIANA CIECHI COMO.

CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’ REGIONALE ANNO 2026

Riproponiamo la raccolta fondi sotto forma di un contributo personale di solidarietà. Dal 2012 il Consiglio Regionale Lombardo UICI ha deciso di chiedere a tutti i Soci un contributo di solidarietà di euro 5,00 o somme maggiori, al fine di conseguire i seguenti obiettivi: l’ istituzione di un fondo presso le singole Sezioni Provinciali per poter far fronte alle emergenze locali e  di un fondo di solidarietà regionale per sostenere le Sezioni maggiormente in difficoltà.
In sostanza, ciascun socio, oltre alla quota associativa, può versare alla propria Sezione un contributo di solidarietà di euro 5,00 o somme maggiori;  il 50 per cento verrà trattenuto dalla Sezione per la costituzione di un proprio fondo di emergenza mentre per il restante 50 per cento verrà versato sul fondo sociale istituito presso il Consiglio Regionale Lombardo UICI.

 

 

2.6 AMBULATORIO IPOVISIONE

 

L’ambulatorio Ipovisione dell’Ospedale S.Anna di Como via Napoleona è nuovamente aperto alle prenotazioni.

È possibile prenotarsi tramite numero verde 800638638 o direttamente di persona ai canali CUP, per visita ospedale S. Anna via Napoleona.

Serve prima di prenotare un’impegnativa del medico di famiglia con scritto “visita oculistica di (controllo) T8901D “ambulatorio Ipovisione” Numero agenda -codice ambulatorio 40308”

Le visite verranno effettuate il mercoledì mattina.

 

3. UNO SGUARDO AL REGIONALE.

 

3.1 ESTATE 2026: IN VIAGGIO CON IL CANE GUIDA, SENZA OSTACOLI E SENZA DISCRIMINAZIONI

 

Dal Consiglio Regionale Lombardo UICI - Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS-APS

L’estate è il periodo delle partenze, delle vacanze e delle nuove esperienze. Ma per le persone cieche o ipovedenti accompagnate dal proprio cane guida, il diritto di muoversi liberamente non va mai in vacanza.

IL CANE GUIDA HA SEMPRE DIRITTO DI ACCESSO

La Legge 14 febbraio 1974 n. 37, come modificata e integrata dalla Legge 8 febbraio 2006 n. 60, riconosce alle persone cieche il diritto di essere accompagnate dal proprio cane guida su tutti i mezzi di trasporto pubblico e di accedere con esso a tutti gli esercizi aperti al pubblico, senza alcun costo aggiuntivo.

La normativa prevede inoltre specifiche sanzioni nei confronti di chi impedisce o ostacola l’esercizio di tale diritto.

Questo diritto si applica a:

Hotel, B&B, case vacanza e campeggi

Aerei e aeroporti

Treni, autobus, taxi, metropolitane, tram, traghetti e altri mezzi di trasporto

Negozi, supermercati e centri commerciali

Ristoranti, bar e pubblici esercizi

Uffici pubblici, musei, teatri, cinema e luoghi aperti al pubblico

Impedire o ostacolare l’accesso a una persona accompagnata dal proprio cane guida costituisce una violazione della legge.

IN AEREO CON IL CANE GUIDA

Le persone cieche o ipovedenti hanno diritto a viaggiare con il proprio cane guida anche in aereo. Le compagnie aeree e gli aeroporti devono garantire l’assistenza prevista dalla normativa europea e consentire il trasporto del cane guida senza costi aggiuntivi, nel rispetto delle procedure di sicurezza e delle eventuali disposizioni sanitarie previste dal Paese di destinazione.

È consigliabile comunicare la presenza del cane guida al momento della prenotazione o comunque con adeguato anticipo rispetto alla partenza.

COSA FARE SE TI VIENE NEGATO L’ACCESSO?

Mantieni la calma e cerca il dialogo.

Ricorda che il cane guida non è un animale da compagnia, ma un ausilio indispensabile per la mobilità e l’autonomia della persona cieca.

Richiama la Legge 37/1974, come modificata dalla Legge 60/2006, e la Legge 67/2006 contro le discriminazioni delle persone con disabilità.

Chiedi che l’eventuale rifiuto venga formalizzato per iscritto.

Conserva eventuali prenotazioni, comunicazioni o altra documentazione utile.

Se hai prenotato tramite portali online, segnala immediatamente l’accaduto.

Rivolgiti alle Forze dell’Ordine, all’UNAR o all’UICI per ricevere assistenza e tutela.

COSA RISCHIA CHI NEGA L’ACCESSO?

La Legge 37/1974, come modificata dalla Legge 60/2006, prevede una sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro per i responsabili dei servizi di trasporto e per i titolari di esercizi aperti al pubblico che impediscano o ostacolino, direttamente o indirettamente, l’accesso della persona accompagnata dal proprio cane guida.

Nei casi più gravi, la persona discriminata può agire in giudizio ai sensi della Legge 67/2006 per ottenere la cessazione del comportamento discriminatorio e il risarcimento del danno.

UNA CONQUISTA DI CIVILTÀ

La modifica introdotta dalla Legge 60/2006 ha rappresentato un importante passo avanti nella tutela dell’autonomia delle persone cieche, rafforzando concretamente il diritto di accesso con il cane guida e introducendo sanzioni specifiche contro ogni forma di discriminazione.

SE TI DICONO “GLI ANIMALI NON SONO AMMESSI”

Ricorda che il cane guida non è un semplice animale da compagnia: è un ausilio indispensabile per la mobilità, l’autonomia e l’inclusione della persona cieca.

Le regole interne di strutture ricettive, esercizi commerciali o pubblici esercizi non possono prevalere sui diritti riconosciuti dalla legge.

I diritti della persona accompagnata dal cane guida valgono sulla terra, sul mare e in volo.

Accessibilità significa libertà di movimento, partecipazione, autonomia e rispetto della dignità della persona.

Conoscere i propri diritti è il primo passo per farli rispettare.

Per informazioni o assistenza, contatta il Consiglio Regionale Lombardo dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.

 

 

3.2 CAMPI ESTIVI I.RI.FO.R. 2026: INFORMAZIONI E ISCRIZIONI


Carissime e Carissimi,
vi trasmetto le informative dettagliate delle iniziative riabilitative estive che, anche quest'anno, il nostro I.Ri.Fo.R. della Lombardia, grazie al prezioso sostegno del Consiglio di amministrazione Centrale, delle nostre Strutture U.I.C.I. lombarde e del nostro team di operatori e collaboratori, realizzerà:
a) Soggiorno estivo per famiglie: dal 4 al 12 luglio p.v. presso Villa Sant'Ignazio - Duna Verde di Caorle (VE). Soggiorno rivolto a nuclei familiari composti da un genitore e un bambino con disabilità visiva (ed eventuali difficoltà aggiuntive) di età compresa tra 0 e 10 anni. 
 b) “A passo sicuro” – Campo estivo per ragazzi e ragazze con disabilità visiva dai 14 ai 21 anni: dal 31 luglio all'8 agosto p.v. Presso Villaggio San Pellegrino a Misano Adriatico (RN) rivolto a ragazzi e ragazze con disabilità visiva di età indicativamente compresa tra 14 e 21 anni.
 c) “Insieme, alla scoperta delle possibilità di autonomia nel quotidiano” – Campo estivo per ragazzi e ragazze con disabilità complessa: dal 31 luglio all'8 agosto p.v. presso Villaggio San Pellegrino a Misano Adriatico (RN). Rivolto a ragazzi e ragazze con disabilità visiva e difficoltà aggiuntive indicativamente dagli 11 ai 35 anni.
 Come accennavo, allego alla presente le comunicazioni dettagliate relative ai soggiorni (in .doc e .pdf) complete di informazioni circa le quote di compartecipazione e le modalità di iscrizione, che potrete diffondere tra le famiglie e i soci della vostra Sezione.
La domanda di iscrizione è compilabile on-line al seguente link:

https://form.jotform.com/241403908073351
Vi ricordo che la nostra coordinatrice delle attività riabilitative regionali Sig.ra Silvia Marzoli è a piena disposizione delle strutture U.I.C.I. e dei genitori per ogni necessità, chiarimento o informazione: cell. 334/63.400.71 - E-mail silviamarzoli29@gmail.com (contattabile per telefono dalle ore 14.00 in poi).
Vi ringrazio per l’attenzione che vorrete dare alla presente e vi saluto con cordialità.
Il Presidente
Cav. Silvano Stefanoni

 

3.3 GIORNATA DEL CANE GUIDA - 16 SETTEMBRE - MILANO, PIAZZA CITTÀ DI LOMBARDIA

 

Care Presidenti e Cari Presidenti,
vorrei chiedervi di iniziare fin da ora a segnare nei calendari il prossimo 16 settembre, data nella quale organizzeremo a Milano, presso Piazza Città di Lombardia, la Giornata del Cane Guida.
Il programma dettagliato arriverà a breve, ma credo sia importante partire subito con il coinvolgimento delle nostre socie e dei nostri soci, perché questa giornata ha bisogno della partecipazione di tutti per diventare davvero un momento forte e visibile per la nostra Associazione.
Vi chiedo quindi di sensibilizzare in particolare i soci che hanno il cane guida, invitandoli a mettere già da ora questa data in agenda e a partecipare numerosi. La loro presenza sarà fondamentale, perché saranno loro, insieme ai loro cani, a dare il senso più autentico alla giornata.
Allo stesso tempo, però, vorrei che passasse un messaggio chiaro anche a tutti gli altri soci: questa non è una giornata “solo” per chi utilizza il cane guida, ma è una giornata di tutta l’Unione. Più saremo presenti, più riusciremo a essere visibili, a richiamare attenzione e a far comprendere quanto il cane guida rappresenti autonomia, libertà e inclusione.
Per questo conto molto su di voi e sul lavoro delle Sezioni nel coinvolgere le persone, creare fin da ora attenzione attorno a questo appuntamento.
Sono convinto che, se ci muoviamo insieme, potremo realizzare una giornata bella, partecipata e capace di lasciare un segno importante.
A breve seguiranno tutte le informazioni organizzative e il programma completo.
Un caro saluto.

Cav. Silvano Stefanoni
Presidente Regionale UICI Lombardia

 

3.4 INPS PER LA DISABILITÀ

 

Gentilissime/i,

la presente per evidenziare la pubblicazione nel canale ufficiale Youtube dell’Istituto della brochure "INPS per la disabilità", aggiornata a maggio 2026, accessibile per persone cieche e ipovedenti. Sono attivabili anche i sottotitoli e la funzione di trascrizione, utili alle persone sorde.

Per comodità si riporta di seguito il link per l’accesso diretto: https://www.youtube.com/watch?v=L_PwlMemeoI 

Il contenuto audio si articola nei seguenti argomenti:

le principali innovazioni della Riforma;

le fasi della sperimentazione e le Sedi INPS coinvolte;

come funziona il nuovo processo di valutazione di base attivato presso le sedi sperimentali, con le specificità introdotte dal 1° giugno per gli ultra 70enni;  

il Progetto di vita La Disability card;

gli attori coinvolti nell’attuazione della Riforma.

 

 

4. ULTIME CIRCOLARI SEDE CENTRALE.

 

 

 

 

5. UNO SGUARDO AL NAZIONALE.

5.1 COMUNICATO N. 38

OGGETTO: Messaggio INPS.HERMES.28/05/2026.0001791. Requisiti socio-economici perfezionati successivamente alla reiezione, alla revoca o alla sospensione della prestazione economica di invalidità civile, cecità e sordità. Richiesta di ripristino delle relative prestazioni economiche

 

Care amiche, cari amici,

lo scorso 28 maggio l’INPS ha pubblicato il messaggio hermes n. 1791/2026, riguardante le procedure di liquidazione e/o ripristino delle prestazioni economiche di invalidità civile, cecità e sordità. Il messaggio rappresenta un significativo spartiacque procedurale rispetto alla disciplina previgente e introduce regole differenziate in base allo stato della prestazione al momento della richiesta: se mai sorta, se cessata definitivamente o se temporaneamente sospesa.

Al fine di evitare applicazioni errate e conseguenti perdite economiche anche per gli Associati UICI, si espongono di seguito le indicazioni operative, distinte secondo le tre fattispecie individuate dall’INPS.

FATTISPECIE 1: Ripristino a seguito di reiezione della domanda per mancanza dei requisiti socio-economici. La prima fattispecie riguarda l’ipotesi in cui la domanda originaria, intesa a ottenere la prestazione economica, sia stata respinta esclusivamente per l’insussistenza dei requisiti socio-economici — ad esempio, per superamento dei limiti di reddito — nonostante il cittadino fosse già in possesso di un accertamento sanitario favorevole. In questo caso, la prestazione non è mai stata concretamente liquidata, sebbene il riconoscimento dello stato di invalidità sia definitivo.

Si consideri, ad esempio, il caso di un cittadino che, dopo aver presentato domanda di invalidità civile, ottiene il riconoscimento di un grado invalidante (es. 75%) che darebbe astrattamente diritto all’assegno mensile di assistenza. Tuttavia, nella fase di verifica dei requisiti socio-economici, l’INPS rileva un reddito da lavoro dipendente superiore al limite di legge e notifica un provvedimento di reiezione. Il cittadino conserva lo status di invalido, ma la prestazione non viene liquidata. Successivamente, qualora il cittadino perda il lavoro e il suo reddito scenda a zero, il requisito socio-economico si perfeziona e si ricostituiscono le condizioni per l’erogazione.

In questa circostanza, l’interessato può attivare la procedura di ripristino presentando il modello cartaceo "AP93" (domanda di ripristino) e il modello "AP70" tramite PEC alla sede INPS territorialmente competente. Non è necessario riattivare l’accertamento sanitario né sottoporsi a visita medica. Qualora il verbale sanitario sia stato rilasciato da un Ente diverso dall’INPS in epoca anteriore al 1° gennaio 2010 (verbale ASL o, in epoca precedente, dalle Prefetture o dal MEF), lo stesso dovrà essere allegato alla documentazione.

Un aspetto procedurale di fondamentale importanza riguarda la decorrenza economica della prestazione. Essa viene riconosciuta dal primo giorno del mese successivo alla data di presentazione dell’istanza di ripristino. Se il cittadino trasmette la PEC il 15 giugno, l’INPS liquiderà l’assegno mensile a partire dal 1° luglio. Non verranno corrisposti arretrati per il periodo antecedente alla presentazione della domanda, anche qualora in tale periodo il cittadino fosse già privo di reddito, poiché l’inerzia amministrativa — l’omessa presentazione della richiesta nel momento opportuno — comporta la perdita economica dei ratei non richiesti.

FATTISPECIE 2: Ripristino a seguito di revoca della prestazione per sopravvenuta perdita dei requisiti socio-economici. La seconda fattispecie si configura quando una prestazione già attiva e in godimento viene revocata dall’INPS a causa della perdita sopravvenuta dei requisiti socio-economici. La revoca estingue il rapporto assistenziale in modo definitivo e permanente, con un effetto radicalmente diverso dalla mera sospensione: il diritto viene meno completamente e deve essere riconosciuto ex novo.

Rientrano in questo caso le revoche determinate dalla permanenza all’estero per un periodo superiore a un anno — che fa venir meno il requisito della residenza effettiva e abituale sul territorio nazionale — oppure dalla liquidazione di altri trattamenti pensionistici incompatibili con la prestazione assistenziale. La fattispecie ricomprende anche il caso concreto — molto ricorrente presso le Sezioni UICI — del lavoratore disabile che, a seguito di assunzione, percepisce un reddito superiore al limite di legge. Tale evento non configura una perdita "provvisoria" del requisito, ma una sua stabile e durevole insussistenza, che determina l’estinzione del diritto originario e la conseguente revoca formale da parte dell’INPS. La giurisprudenza ha consolidato questo principio, affermando che: “la revoca per il sopravvenuto venir meno di una delle condizioni di esistenza — quale il requisito reddituale — comporta l’estinzione del diritto medesimo, con l’effetto che per il ripristino dell’assegno occorre una nuova domanda amministrativa e l’instaurazione di un nuovo procedimento amministrativo” (Corte d’Appello di Lecce, Sez. Lavoro, Sent. 5 luglio 2025, n. 443).

Segue una breve esemplificazione. Un lavoratore invalido, già percettore della prestazione, viene assunto e il suo reddito da lavoro supera il limite di legge. L’INPS procede a notificare un provvedimento di revoca della prestazione: il diritto si estingue formalmente. Durante l’intero periodo lavorativo, il diritto alla prestazione assistenziale rimane estinto. La situazione cambia nel momento in cui il lavoratore cessa l’attività e va in pensione. Con il pensionamento, il reddito personale si riduce e, nello scenario descritto, scende nuovamente al di sotto della soglia prevista per l’anno in corso. A questo punto, il requisito socio-economico risulta nuovamente perfezionato. Tuttavia, il diritto non rinasce automaticamente: poiché il precedente era stato estinto tramite revoca, è necessario un nuovo atto di impulso da parte dell’interessato per ottenere il riconoscimento di un nuovo diritto, identico nel contenuto al precedente.

La procedura di ripristino è identica a quella della Fattispecie 1. L’interessato deve presentare il modello "AP93" e il modello "AP70" compilato in ogni sua parte tramite PEC alla sede INPS competente, allegando il verbale sanitario in corso di validità. L’Istituto esclude l’obbligo di attivare un nuovo iter di accertamento sanitario, poiché il verbale originario che riconosceva lo stato di invalidità rimane pienamente valido. Tuttavia, qualora tale verbale sia stato emesso da più di due anni, il Centro Medico Legale dell’INPS ha la facoltà di disporre una visita di verifica straordinaria per accertare la permanenza della condizione invalidante.

Anche in questa fattispecie, la prestazione è riconosciuta con decorrenza dal primo giorno del mese successivo alla data di presentazione della nuova istanza di ripristino. Se il lavoratore invalido va in pensione il 1° gennaio 2027 e presenta la domanda di ripristino il 15 giugno 2027, l’INPS riattiverà la prestazione economica con decorrenza 1° luglio 2027. Non sono ammessi arretrati per il periodo intercorrente tra il perfezionamento del requisito e la presentazione della domanda, qualora l’interessato sia rimasto inerte. Questo aspetto rappresenta la conseguenza logica della revoca: poiché il diritto era stato estinto, la sua ricostituzione decorre ex nunc, ossia dal mese successivo alla domanda, e non dal momento in cui il requisito si è effettivamente ricostituito.

FATTISPECIE 3: Ripristino a seguito di sospensione della prestazione per perdita provvisoria dei requisiti socio-economici. La terza fattispecie riguarda la sospensione — e non la revoca o la reiezione — della prestazione economica, determinata da una causa di natura temporanea e provvisoria. La sospensione non estingue il diritto, ma ne congela temporaneamente gli effetti economici. Il diritto rimane "latente" in capo al beneficiario; soltanto l’erogazione è interrotta finché persiste la causa sospensiva.

Si applica ai casi in cui l’erogazione sia stata temporaneamente bloccata per eventi contingenti, quali, a esempio, il ricovero ospedaliero gratuito a carico del Servizio Sanitario Nazionale, poiché la legge esclude l’erogazione dell’indennità di accompagnamento per invalidi civili (resta in pagamento, invece, quella per ciechi civili) o di comunicazione e dell’assegno mensile durante tali periodi; il venir meno temporaneo della frequenza scolastica per i minori; la liquidazione di un importo una tantum che determini il superamento del limite di reddito per un solo anno d’imposta.

Un cittadino titolare di assegno mensile di assistenza viene, ad esempio, ricoverato presso una struttura pubblica per un periodo di degenza. Poiché durante il ricovero lo Stato copre integralmente i costi di cura, l’INPS sospende l’erogazione della prestazione. Al termine del ricovero, il paziente viene formalmente dimesso. Cessa così la causa ostativa — il ricovero gratuito — e si ripristinano le condizioni per l’erogazione della prestazione.

In questa circostanza, l’iter amministrativo differisce radicalmente dalle prime due fattispecie. L’interessato non deve utilizzare il modello cartaceo AP93 né inviare una PEC. Deve invece presentare una domanda telematica di "Ricostituzione per motivi documentali", allegando la documentazione attestante la cessazione della causa sospensiva (es. la lettera di dimissione della struttura ospedaliera). Non è richiesta alcuna nuova visita medica.

La differenza principale rispetto alle fattispecie precedenti risiede nella decorrenza degli effetti economici. A differenza dei casi di reiezione e revoca — dove il pagamento decorre dal mese successivo alla domanda — nel caso di sospensione la prestazione economica viene ripristinata con decorrenza dal giorno in cui si sono ricostituiti i requisiti (es. il giorno delle dimissioni), con il pagamento dei ratei a partire dal mese in cui si è verificata la cessazione della causa sospensiva. Il fondamento logico sta nel fatto che, poiché nella sospensione il diritto non si estingue, ma ne vengono soltanto sospesi gli effetti economici, una volta cessata la causa ostativa la prestazione riprende a decorrere da quel momento, indipendentemente da quando venga presentata la domanda di ricostituzione.

Ad esempio, se il cittadino viene dimesso il 10 maggio ma presenta la domanda telematica di ricostituzione solo il 15 luglio, l’INPS riattiverà il pagamento con decorrenza maggio 2026, corrispondendo anche le mensilità arretrate di maggio e giugno.

Segue una sintetica tabella riepilogativa.

 

 

Fattispecie 1: Reiezione

Fattispecie 2: Revoca

Fattispecie 3: Sospensione

Stato della prestazione

Mai liquidata per motivi economici

Revocata (diritto estinto)

Sospesa (diritto congelato)

Modulistica e canale

AP93 + AP70 via PEC

AP93 + AP70 via PEC

Domanda telematica portale INPS

Iter sanitario

Escluso (salvo verifiche straordinarie)

Escluso (salvo verifiche straordinarie)

Escluso

Decorrenza economica

Dal mese successivo alla domanda

Dal mese successivo alla domanda

Dal mese di ripristino effettivo del requisito

 

Disposizioni comuni in materia sanitaria

Con riferimento a tutte e tre le fattispecie, si precisano alcuni principi comuni in materia sanitaria, rilevanti per la corretta gestione dei procedimenti. La presentazione dell’istanza di ripristino o ricostituzione non comporta la riapertura dell’intero procedimento di accertamento sanitario. Qualora il verbale sanitario sia stato emesso da oltre due anni rispetto alla data della domanda, questo verrà sottoposto al vaglio del Responsabile del Centro Medico Legale (CML) competente, il quale ha facoltà di disporre una verifica straordinaria sulla permanenza della condizione invalidante.

Tuttavia, i poteri di attivazione di tale verifica sono differenziati:

Per i verbali post-riforma, emessi dal 1° gennaio 2025 in base al Decreto Legislativo 3 maggio 2024, n. 62 (Riforma della disabilità), l’INPS è stato individuato quale Ente unico accertatore della "valutazione di base" della condizione di disabilità. L’esito di tale valutazione è attestato da certificato con validità non limitata nel tempo. In attuazione dei principi ispiratori della riforma, le circostanze per cui il medico responsabile del CML può attivare una verifica straordinaria devono essere circoscritte a casi eccezionali e situazioni del tutto peculiari.

Per quanto riguarda i verbali ante-riforma, antecedenti al 1° gennaio 2025 e risalenti di oltre due anni, l’attivazione della verifica straordinaria da parte del CML deve essere limitata ai soli casi in cui il giudizio medico-legale sia in palese e manifesto contrasto con i riferimenti tabellari di legge o con le linee guida valutative fornite dall’INPS. Non si tratta dunque di una verifica discrezionale, ma di un controllo strettamente circoscritto alle ipotesi di palese incoerenza.

 

Alla luce di quanto esposto, è fondamentale tenere presente che la corretta classificazione della propria situazione in una delle tre fattispecie è di importanza critica, poiché un errore può comportare conseguenze economiche gravi e la perdita di mensilità.

In particolare, qualora una situazione che rientri nella Fattispecie 1 o 2 venga gestita erroneamente con la procedura prevista per la Fattispecie 3 (ricostituzione telematica), e l’INPS rigetti l’istanza, la successiva riproposizione della domanda corretta (tramite PEC) comporterà per l’interessato la perdita degli arretrati. Come indicato nel Messaggio n. 1791/2026, nelle Fattispecie 1 e 2 la decorrenza è fissata al mese successivo alla domanda, e la perdita di tale finestra temporale è irreversibile.

In caso di incertezza sulla corretta classificazione, è pertanto prudente confrontarsi preliminarmente con gli operatori di Patronato in convenzione, Vostri fiduciari, prima di avviare qualunque procedimento.

Al riguardo, questa Presidenza Nazionale continuerà l’azione informativa su ulteriori novità provenienti dall’INPS.

 

Vive cordialità.

Mario Barbuto – Presidente nazionale

 

 

6. FUORI PROVINCIA

 

6.1 MOSTRA FOTOGRAFICA TATTILE “VEDIAMOCI QUI”: GALLERIA CIVICA DI MONZA, IN VIA CAMPERIO 1

 

Care socie, cari soci, 

Siete tutti invitati venerdì 19, sabato 20 e domenica 21 giugno dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 alla Galleria Civica di Monza, in Via Camperio 1, con la mostra fotografica tattile “Vediamoci qui”: immagini che raccontano incontri, esperienze e momenti condivisi.

Gli scatti della fotografa Simona Foi catturano l'energia, la passione e il forte senso di comunità dei soci della Sezione UICI di Monza e Brianza, protagonisti delle numerose attività promosse dall'Associazione. 

L’esposizione è composta da 22 pannelli fotografici e 4 pannelli tattili, tutti con QR code tattile, per la descrizione delle immagini. 

Con il sostegno del Comune di Monza e con il contributo della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza - Ente Filantropico. 

Ingresso libero. 

Non mancate! 

Un caro saluto

Silvana Oliva - Presidente UICI MB

 

 

6.2 CORSO FORMATIVO “LA FIRMA SENZA BARRIERE: DIRITTI, PROCEDURE E STRUMENTI” – UICI BASILICATA

 

L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS-APS – Consiglio Regionale di Basilicata ha organizzato il corso formativo “La firma senza barriere: diritti, procedure e strumenti”, il giorno 16 maggio 2026 presso il Palazzo del Consiglio Regionale di Basilicata un’importante giornata di approfondimento dedicata alla validità della firma dei ciechi e degli ipovedenti, con l’obiettivo di promuovere diritti, autonomia, inclusione e corretta applicazione delle normative vigenti.

L’iniziativa si rivolge a:

notai e personale degli studi notarili;

funzionari e operatori degli uffici anagrafe;

personale di banche e istituti finanziari;

persone non vedenti e ipovedenti;

cittadini interessati ai temi dell’accessibilità e dei diritti civili.

Durante il corso sono affrontati temi fondamentali quali:

il valore legale della firma olografa e digitale;

il quadro normativo nazionale;

le procedure corrette negli atti notarili, bancari e amministrativi;

l’accessibilità dei servizi e dei documenti;

la comunicazione e la relazione con le persone con disabilità visiva.

La giornata formativa ha rappresentato un’occasione concreta di confronto tra istituzioni, professionisti e cittadini, per costruire una cultura dell’accessibilità fondata sul rispetto della dignità, dell’autonomia e della piena partecipazione delle persone non vedenti e ipovedenti alla vita sociale e amministrativa.

Sono stati presenti i seguenti relatori:

Avv. Franco Lepore - Presidente IURA - Agenzia per i Diritti delle Persone con Disabilità;

Dott. Gianvito Summa - Dottore di Ricerca in Matematica Applicata ed Informatica con Master in Innovazione Digitale nelle PA;

Notaio Francesca Liscio - Notaio del Collegio Notarile di Potenza.

Ai partecipanti sono stati forniti i seguenti materiali: vademecum operativo; dispensa normativa; attestato di partecipazione.

Tali materiali dedicati si allegano per la divulgazione sul proprio territorio di appartenenza.

Certi della sua attenzione e partecipazione, 

porgiamo cordiali saluti.

 

Il Presidente

Giuseppe Lanzillo

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS-APS

Consiglio Regionale di Basilicata

85100 Potenza - Corso Garibaldi, 2

Tel. e fax: 097125931

e-mail: uicbasi@uici.it

PEC: uicibasilicata@pec.basilicatanet.it

6.3 CAFFÈ LETTERARIO UICIMANTOVA – TUTTI I GIOVEDÌ ALLE ORE 17.30

 

Dal prossimo 30 ottobre estendiamo l’invito a partecipare all’incontro con il nostro caffè letterario che si terrà tutti i giovedì, dalle 17. 30 alle 19 circa, il link rimane lo stesso fino all’ultimo incontro presumibilmente di giugno, si invitano gli aderenti o interessati, a conservarlo, e a contattare la Presidente per essere inseriti eventualmente anche nel gruppo Whatsapp.

Entra nella riunione in Zoom

Https://zoom.us/j/95975561699?Pwd=odlgp9uwzrgoxg3jd7fnedzttr1uoh.1

ID riunione: 959 7556 1699

Codice d’accesso: 900582

Istruzioni per la partecipazione

Https://zoom.us/meetings/95975561699/invitations?Signature=kqqxib2xfuv1gaqpvz2rx3lzjmenxs4rsvzzrkbpute

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti  ETS-APS
Sezione Territoriale di Mantova

 

 

7. LIBRI DEL MESE.

 

7.1 AGGIORNAMENTO CATALOGO LIBRO PARLATO DEL MESE DI MAGGIO 2026.

 

È disponibile in formato testo l’aggiornamento del catalogo del libro parlato del mese di MAGGIO 2026.

 

7.2 OPERE UICI COMO

 

QUATTRO opere prodotte grazie ai nostri lettori volontari:

“POCO IMPORTA”: Opera ideata e scritta dal nostro Presidente Claudio La Corte.

“ALESSANDRO VOLTA”: Libro di Bruno Magatti

"L'OROLOGIAIO DI PILSEN": libro giallo/thriller di Dario Molinari, ambientato a fine Ottocento, racconta di un orologiaio che trova uno scheletro in un pozzo, innescando le avventure di tre giovani amici.

LA LEGGENDA DELLO SCRIGNO D’ORO: Libro di Dario Molinari, Tre storie ambientate in momenti temporali diversi dove non manca l'avventura, il colpo di scena, l'amore. Tutti i personaggi si muovono su un unico sfondo: la custodia dello scrigno, il tesoro, il bene supremo. Un desiderio che attraversa i secoli. Una sorgente che non si esaurisce.

 

 

8 INIZIATIVE PER I GIOVANI

 

8.1 PERCORSO “SUONI DA TOCCARE” – MYRA LAB MILANO – LUGLIO 2026

 

“Suoni da Toccare”, un ciclo di laboratori creativi gratuiti promosso da Myra Lab Impresa Sociale e realizzato con il contributo del Municipio 8 di Milano.

L’iniziativa si rivolge a giovani tra i 18 e i 25 anni e nasce come esperienza accessibile e creativa.
Il percorso unisce musica, tatto, manualità e design accessibile, offrendo uno spazio accogliente in cui sperimentare nuove forme di espressione, relazione e partecipazione.

Attraverso l’ascolto di suoni, l’esplorazione di materiali e la modellazione della porcellana fredda, i partecipanti saranno accompagnati nella creazione di piccoli oggetti tattili da portare con sé. Non sono richieste competenze artistiche: l’obiettivo non è “fare bene”, ma esplorare, creare, ascoltarsi e condividere l’esperienza con altre persone.

Il laboratorio è pensato per accogliere diverse modalità di partecipazione e può essere adatto anche a giovani con disabilità visive e/o intellettive.

Oltre alla dimensione creativa, “Suoni da Toccare” vuole essere anche un’occasione di socializzazione e incontro tra giovani, in un contesto attento, accessibile e non giudicante.

Gli incontri si terranno presso la Biblioteca Gallaratese, in Via G. Quarenghi 21, Milano, nei giorni giovedì 2, 9 e 16 luglio, dalle 17:00 alle 19:00.
La partecipazione è gratuita, con posti limitati, ed è possibile partecipare anche a un solo incontro.

Vi chiediamo gentilmente se fosse possibile condividere l’iniziativa con la vostra rete, così da raggiungere giovani, famiglie, educatori, operatori e persone potenzialmente interessate a partecipare o a far conoscere il percorso.

In allegato trovate il comunicato dedicato all’iniziativa e la locandina.
Grazie fin da ora per l’attenzione e per l’eventuale supporto nella diffusione.

Un cordiale saluto,

Myra Lab Impresa Sociale

info@myra-lab.com  -  351 414 0242 -  https://myra-lab.com/

 

8.2 CORSO DI DIALOGO INTERGENERAZIONALE - ASCI DON GUANELLA

 

Il futuro è ovunque, ma raramente viene trattato come qualcosa che dobbiamo attivamente alle generazioni più giovani e future. Il modo in cui inquadriamo il futuro determina ciò che proteggiamo e ciò in cui investiamo.
L'equità intergenerazionale è il ponte da costruire.
propone, nell'ambito del progetto Ponti Intergenerazionali, un percorso di ascolto e dialogo intergenerazionale per rafforzare le organizzazioni del Terzo Settore.

La formazione sarà guidata da due psicologi associati di ELIDEA, una realtà che da tanti anni lavora per migliorare lo stato di benessere psicologico e professionale degli individui e delle organizzazioni valorizzando le risorse emotive e cognitive.

Il processo formativo prevede:

10 ore di attività online a giugno

6 ore di attività online a settembre/ottobre. 

Obiettivi:
Far emergere:

percezioni reciproche tra generazioni

ambiti di distanza e conflitto

opportunità di collaborazione

Avviare:

la progettazione di: spazi di ascolto

La metodologia formativa si baserà su esperienza e partecipazione
 
Programma di giugno:
Venerdì 19 giugno 2026 dalle 10 alle 17
Su piattaforma zoom
 
Sabato 20 giugno 2026 dalle 10 alle 13
Su piattaforma zoom

Iscrizioni entro martedì 16 giugno compilando il modulo online al seguente link: https://forms.gle/AotahVohySTuaiFB7

è possibile iscriversi anche contattando telefonicamente Alessandro al numero: 3345281669

Buona giornata

Alessandro

Segreteria ASCI don Guanella ODV

Via T. Grossi 18 - 22100 Como

031296787 - 3345281669

 

www.ascidonguanella.org

 

 

8.3 PREMIO “ANTONIO MUÑOZ” ANNO 2026 PER STUDENTI CON DISABILITÀ VISIVA

 

Dal 1978 il MAC indice annualmente un premio intitolato ad Antonio Muñoz, professore non vedente di Latina alla cui memoria è dedicato, con l’obiettivo di promuovere la migliore qualità dell’inclusione e dell’istruzione scolastica delle persone con disabilità visiva.

Possono partecipare gli studenti, ciechi o ipovedenti, che hanno frequentato nell’anno scolastico 2025/2026 la scuola primaria o la scuola secondaria di I e II grado. 

Saranno attribuiti sei premi: 2 per la scuola primaria, con un importo ciascuno di € 300,00 (trecento/00), 2 per la scuola secondaria di primo grado, con un importo ciascuno di € 400,00 (quattrocento/00) e 2 per la scuola secondaria di secondo grado, con un importo ciascuno di € 500,00 (cinquecento/00).

Vi chiediamo di dare ampia diffusione all’iniziativa e, a tal fine, alleghiamo alla presente il regolamento del Premio con i relativi moduli di partecipazione, ricordando che il termine per la presentazione delle domande scade il prossimo 31 luglio 2026.

Ringraziando per la collaborazione, vi salutiamo cordialmente.

 

   Il Presidente Nazionale                                  L’Assistente Ecclesiastico Nazionale

     Antonio Pellizzaro                                          Don Alfonso Giorgio

 

 

9. RASSEGNA STAMPA

 

9.1 LA PROVINCIA DI COMO - 15/06/2026 - CRONACA - BARRIERE DI INCIVILTÀ «GUARDA DOVE VAI» MA LEI È NON VEDENTE

Un pomeriggio sul Lungolago di Como, uno dei luoghi più iconici e fotografati d'Italia.

Il sole splende, i turisti passeggiano.

Ma per chi non vede, questa cartolina si trasforma in un percorso a ostacoli, una vera e propria escape room urbana.

Abbiamo percorso questo tratto di strada insieme a una coppia: Michela Barrasso, non vedente, accompagnata dal suo cane guida Fast, e Domenico Cataldo, ipovedente, che utilizza il bastone bianco.

L'obiettivo era verificare l'accessibilità del nuovo Lungolago.

Il verdetto è amaro e senza sconti: Como non è una città per tutti.

La passeggiata ha portato a galla non solo carenze architettoniche, ma anche un preoccupante deficit di civiltà.

Eravamo in tre sul marciapiede, occupando inevitabilmente gran parte dello spazio.

La maggior parte dei passanti, notando il cane guida con la pettorina e il bastone bianco, si spostava con naturalezza.

All'improvviso, un signore di mezza età con un cagnolino ha deciso di tirare dritto, andando a impattare contro Michela.

Invece di scusarsi, l'uomo le ha urlato contro: «Guarda dove vai».

Michela ha incassato il colpo con una dignità che lascia senza fiato: «Purtroppo queste cose succedono spesso, nonostante il cane abbia chiaramente la pettorina rossa e la maniglia che lo identificano come guida.

A livello psicologico è devastante, ti logora dentro.

Devi imparare un po' a fartele passare sopra, altrimenti finisce che non esci più di casa per la paura».

Le criticità strutturali sono emerse fin dai primi passi.

Nel tratto pavimentato del Lungolago, subito appena attraversate le strisce pedonali adiacenti a piazza Cavour, Michela e Domenico credevano di essere su un normale marciapiede.

«Questa sarebbe anche una pista ciclabile? Non lo sapevo, per me questa è a tutti gli effetti un'estensione del marciapiede - ha spiegato Domenico -.

Perchè dovrebbero mettere le strisce pedonali se poi c'è la ciclabile identica al resto del percorso? Se arriva una bicicletta noi non la vediamo e rischiamo un impatto frontale».

Michela ha spiegato la soluzione che eviterebbe il pericolo: «Dovrebbero differenziarla nettamente con una pavimentazione tattile.

Quella mi fa capire subito che siamo sulla ciclabile e mi sposto».

Il pericolo maggiore, tuttavia, si è visto poco dopo: una serie di gradini perpendicolari al senso di marcia che poi portano direttamente verso il lago, privi di protezione o segnalazione tattile.

«Se non mi accorgo che non si tratta di un gradino finisco dritto a farmi il bagno - ha ironizzato Domenico -.

Questo è un pericolo pubblico.

L'ideale sarebbe mettere una striscia d'arresto».

La situazione peggiora in viale Vittorio Veneto, a causa delle deformazioni della pavimentazione provocate dalle radici degli alberi e dalle buche profonde.

«Il cane guida non è come col bastone che puoi tastare il terreno per capire se ci sono buche», racconta Michela, confessando di aver subito diverse storte.

«Per un non vedente questa strada è impraticabile».

Domenico, che spesso si interfaccia con le istituzioni anche in rappresentanza dell'Unione Ciechi di Como: «Siamo stati trattati senza alcuna empatia.

Ci è stato detto che mancano soldi e personale per intervenire su queste questioni.

Ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni in tutto e per tutto».

La passeggiata si chiude davanti a un paradosso visivo: una pavimentazione tattile che conduce perfettamente all'attraversamento pedonale che conduce a piazza Cavour, il quale però termina dentro una gigantesca pozza d'acqua.

Una metafora perfetta di una progettazione urbana che si ferma alle apparenze e dimentica la realtà.

 

9.2 LA PROVINCIA DI COMO - 15/06/2026 - CRONACA - DISABILITÀ , IL MINISTRO RILANCIA «RIPORTIAMO LE PERSONE AL CENTRO»

Nel cuore pulsante di Como per Tutti, l'evento dedicato all'abbattimento di ogni barriera promossa da CiaoComo, in sinergia con l'associazione Tangram, la Sala Bianca del Teatro Sociale ha ospitato ieri mattina un confronto sul futuro dell'inclusione in Italia.

Protagonista Alessandra Locatelli, ministro per le Disabilità, che ha tracciato la rotta di una rivoluzione culturale e amministrativa non più rimandabile.

Al centro dell'intervento, la radicale riforma legislativa legata alle scadenze del Pnrr.

«Sappiamo benissimo che non funziona più lavorare con un sistema socio-sanitario di welfare che è nato 50 anni fa e che oggi non è più efficace, ha esordito la ministra.

Il mondo è cambiato, sono cambiate le persone e le opportunità grazie alla scienza e alle nuove tecnologie».

La sfida più complessa è scardinare i vecchi schemi burocratici.

«Il cambiamento è faticoso.

é molto più semplice fare come si è sempre fatto.

Le resistenze ci sono ancora perchè la riforma cambia completamente la prospettiva: mette la persona al centro di un sistema nuovo, dove il mondo sociale e il mondo sanitario sono costretti a cooperare, cosa che oggi non succede.

Spesso ho sentito trattare le persone come di competenza dei servizi sociali o un caso dell'ospedale, ma una persona ha bisogno di tutto.

Parliamo da trent'anni di integrazione sanitaria, poi non si riesce a dialogare tra i sistemi.

Questo non funziona più».

La risposta formale della riforma si chiama Progetto di Vita, un percorso personalizzato che partirà dal 1° gennaio 2027.

«Noi abbiamo bisogno di dare risposte mirate, che partano dai propri desideri, non da un sistema uguale per tutti.

Nessuno nasce solo per essere curato o solo per lavorare: nasciamo per vivere».

Un pilastro fondamentale sarà la drastica sburocratizzazione delle procedure di invalidità, ponendo fine a iter umilianti.

«Oggi ci sono sette commissioni che rilasciano sette certificati diversi per un'unica persona.

Nella riforma diciamo che ci sarà un'unica commissione che rilascerà un unico certificato con un'unica domanda.

Inoltre, eviteremo di mandare le persone con disabilità a rifare la visita di rivalutazione ogni anno: è un'umiliazione, un carico burocratico e una fatica inutile se una condizione è già attestata».

Il ministro ha concluso ricordando che non si tornerà indietro: «Siamo legati alla sesta rata del Pnrr, non si può scherzare.

Questo cambiamento riguarda in modo civile ed etico tutto il nostro Paese, è una questione di rispetto e dignità».

 

 

9.3 LA PROVINCIA DI SONDRIO  - 14/06/2026 - CRONACA - DISTURBO DELL'APPRENDIMENTO «MA MIO FIGLIO È LASCIATO SOLO»

Una battaglia che riguarda suo figlio, ma che secondo lei coinvolge molte altre famiglie.

é la denuncia di una madre valtellinese che punta il dito contro Inps e sistema scolastico, accusati di non garantire pienamente i diritti degli studenti con disabilità e bisogni educativi complessi.

Il figlio di 11 anni, che oggi frequenta la scuola secondaria di primo grado, è affetto da un grave disturbo misto degli apprendimenti.

Una condizione permanente che gli impedisce, ad esempio, di leggere in autonomia e che richiede un importante supporto sul piano scolastico e su quello assistenziale.

Primo fronte Il primo fronte dello scontro riguarda l'Inps.

In sede di revisione sanitaria, l'istituto aveva revocato al ragazzo il riconoscimento della situazione di gravità prevista dall'articolo 3, comma 3, della Legge 104 del 1992.

La famiglia ha quindi presentato ricorso attraverso un Accertamento tecnico preventivo (Atp), procedura giudiziaria utilizzata nelle controversie previdenziali e assistenziali.

La consulenza tecnica d'ufficio disposta dal Tribunale avrebbe però dato ragione alla famiglia, riconoscendo nuovamente la condizione di gravità e la necessità del massimo livello di sostegno scolastico.

Nonostante ciò, l'Inps ha contestato le conclusioni del consulente e ha avviato il giudizio di merito.

A suscitare indignazione nella madre è soprattutto una tesi sostenuta dall'istituto.

Negli atti processuali, infatti, sarebbe stato affermato che il minore potrebbe «guarire» durante lo sviluppo.

Una definizione che la donna giudica scientificamente infondata.

«Tutti sanno che condizioni come i disturbi dell'apprendimento o l'autismo non possono guarire.

Mio figlio non diventerà mai neurotipico», afferma.

Secondo fronte Il secondo fronte riguarda invece la scuola e l'Ufficio territoriale scolastico.

Secondo la madre, gli istituti tenderebbero a limitare le ore di sostegno anche nei casi di disabilità che richiedono un supporto intensivo.

La questione riguarda l'applicazione delle norme che disciplinano l'inclusione scolastica.

Diverse sentenze della giustizia amministrativa e costituzionale hanno stabilito che, nei casi più gravi, il numero delle ore di sostegno deve essere determinato in base ai bisogni effettivi dell'alunno e non ai vincoli di bilancio.

Già la sentenza 80 del 2010 della Corte costituzionale aveva affermato la possibilità di derogare ai limiti ordinari per garantire il diritto allo studio degli studenti con disabilità.

Nel caso del ragazzo, la famiglia sostiene che il fabbisogno sarebbe pari all'intero orario scolastico, circa 30 ore settimanali, mentre sarebbero state riconosciute soltanto 18 ore di sostegno.

Una differenza che, secondo numerose pronunce dei tribunali amministrativi, può tradursi in una lesione del diritto all'istruzione e dell'effettiva inclusione scolastica.

«Vorrei sensibilizzare l'opinione pubblica e la politica, conclude la madre, perchè il problema non riguarda solo mio figlio.

Molti genitori non conoscono i propri diritti e spesso si trovano da soli ad affrontare percorsi complessi per ottenere ciò che la legge già prevede».

 

9.4 LA PROVINCIA DI COMO  - 14/06/2026 - ORDINE - VITTIME DI GUERRA I CIVILI PIÙ ESPOSTI

Secondo dati frammentari e incompleti, risultanti da diverse fonti, nel periodo dal 1939 al 1945 morirono in conseguenza della guerra oltre 35 milioni di persone, di cui 15 milioni appartenenti a Paesi europei, 10 milioni all'Unione Sovietica, 10 milioni ai Paesi asiatici.

Dei 15 milioni di morti dei Paesi europei, 6 milioni erano militari e 9 milioni civili.

Di essi, un milione e trecentomila appartenevano alla Francia, Benelux, Inghilterra, Paesi Scandinavi e America; 4.915.000 alla Germania, Austria e Italia; oltre 9 milioni alla Cecoslovacchia, Polonia, Ungheria, Jugoslavia, Albania, Grecia, Bulgaria e Romania.

Per quanto riguarda l'Italia i deceduti civili per cause di guerra sarebbero stati 149.496 e i dispersi 3.651.

Ma sembrano indicazioni scarsamente attendibili perchè esistono differenze spesso enormi fra gli elementi forniti dalle diverse fonti.

Ed è anche difficile dire di quale età furono le vittime.

Sempre in base a dati non definitivi, i bambini morti di età inferiore ai cinque anni sarebbero stati 5.294, quelli dai cinque ai dieci anni 8.027, quelli dai dieci ai quindici anni 10.383.

Dati impressionanti é un bilancio pauroso, che dovrebbe continuamente suonare a monito per l'umanità intera e che dovrebbe essere un perpetuo stimolo a ricercare sempre e ovunque soluzioni pacifiche per qualsiasi conflitto.

é un panorama di lutti e di sofferenze che dà piena attualità e tutti sollecita ad approfondire il significato della seconda «Giornata nazionale della vittima civile di guerra» - la prima fu l'anno scorso - che verrà  celebrata nel nostro Paese il prossimo 19 luglio.

Non occorre certo dilungarsi molto per dire chi sono le vittime civili di guerra.

Esse sono coloro che per eventi bellici subirono mutilazioni, soffrirono, videro i congiunti pagare un tributo di sangue pur non avendo indossato divise, nè raggiunto fronti.

Sono coloro che nella guerra si trovarono colpiti da disagi e pericoli affrontati nella forma più ardua e improba, da inermi, senza possibilità di difesa.

Il riflettersi sui civili degli eventi bellici non è un fenomeno nuovo.

La storia ci parla delle scorribande delle compagnie di ventura, di distruzioni e di saccheggi, di violenze che in ogni tempo furono perpetrate all'interno delle città o nelle campagne da vinti in ritirata o da vincitori.

Ma se nei tempi lontani la ripercussione distruttiva, pur vasta, restava tuttavia limitata alla città, alla regione, alla linea di combattimento o d'avanzata seguita dalla truppa, nell'epoca moderna il pericolo si è enormemente dilatato e non ha praticamente confini.

C'è da una parte la realtà della «guerra totale», la quale non si risolve più nell'urto di opposte concentrazioni militari, ma si estende a quanto ne può essere aiuto, sostegno, rifornimento sia d'armi che di vettovaglie.

Essa si realizza in una continua azione distruttrice rivolta a scemare mezzi e possibilità e a limitarli prima dell'urto decisivo.

E c'è, d'altro canto, il complesso dei nuovi mezzi e degli ordigni di potenza spaventosa che sono oggi in dotazione agli eserciti: armi atomiche, missili, aerei mettono a portata di mano gli obiettivi apparentemente più lontani, località e cose che potrebbero sembrare decisamente al di fuori dell'area di pericolo.

In tal modo tutto il territorio di un Paese belligerante viene investito con il dichiarato intento di recidervi le arterie vitali, di distruggere ponti e ferrovie, porti, mezzi di comunicazione e di trasporto, di paralizzare la produzione bellica e di ogni altro rifornimento complementare, colpendo, oltre a strade e convogli, gli stabilimenti, i centri abitati, gli edifici pubblici.

é già un quadro apocalittico; ma v'è purtroppo da immaginare che esso diventerebbe ancor più terribile nel caso di un nuovo conflitto, condotto con armi atomiche.

Sarebbe una battaglia senza scampo.

Le vittime civili di guerra hanno già sperimentato dolorosamente tutto ciò nelle loro persone e nei loro affetti più cari.

Esse sanno, perchè l'han provato direttamente, che la guerra è meno che mai circoscrivibile.

Per questo la loro Associazione - nata sul finire del conflitto e poi sviluppatasi - ha come finalità, accanto alla valorizzazione del culto della Patria, il ricordo dei Caduti, il cui sacrificio viene indicato come «monito operante per la eliminazione delle guerre, auspicio per il ristabilimento, nelle relazioni fra i popoli, dei superiori principi di giustizia e di umana solidarietà».

Ed è per questo che con la loro annuale «Giornata» intendono polarizzare l'attenzione del Paese sul pericolo che può incombere su ciascuno.

Ma nel contempo indicano la necessità di operare fattivamente per contrastare ogni ideologia che veda nel ricorso alle armi il mezzo per la soluzione delle controversie internazionali.

Il loro appello, del resto, ha trovato nei tempi recenti autorevolissimi portavoce in Capi di Stato.

Ma soprattutto quella sollecitazione ha avuto accorate anticipazioni nelle parole dei Pontefici.

Le citazioni qui potrebbero farsi infinite, partendo dal messaggio che Paolo VI pronunciò nell'ottobre scorso davanti all'Assemblea delle Nazioni Unite.

Si ricordino i discorsi di Papa Pio XII, quelli di Papa Giovanni, la sua Enciclica «Pacem in Terris» con la sollecitazione a fondare «sulla verità, sulla giustizia e sulla solidarietà » i rapporti fra i vari Stati.

L'appello di Paolo VI Resta vivissimo motivo di impegno l'appello appassionato che Paolo VI lanciò da Bombay nel dicembre del 1964 concludendo il pellegrinaggio in India: «Che le Nazioni cessino la corsa agli armamenti e dedichino invece le loro risorse ed energie alla fraterna assistenza ai Paesi in via di sviluppo!».

Se alcuni scienziati sono preoccupati per lo sviluppo demografico e paventano in un futuro non troppo lontano l'insufficienza delle naturali risorse della Terra per nutrire la popolazione, altri dicono che ci sono ancora immense distese incolte, inutilizzate e che esistono giacimenti di materie prime che potrebbero impegnare per decenni milioni di uomini.

Tutto sta nell'orientare in questa direzione i mezzi capaci di avviare una grande macchina in grado di rendere gradualmente autosufficienti Paesi sottosviluppati o depressi o quanto meno di metterli in condizione di inserirsi con dignità nel contesto internazionale.

Come ha scritto recentemente il card.

Lercaro, occorre che tutti si facciano convinti assertori ed apostoli di pace sul piano nazionale e internazionale, poichè ancora una volta è vero quanto disse Pio XII alla vigilia della seconda guerra mondiale: «Nulla è perduto con la pace; tutto può essere perduto con la guerra».

 

9.5 LA PROVINCIA DI COMO  - 14/06/2026 - PRIMA - IL RITORNO DI VOLTA AL SUO TEATRO

Alessandro Volta torna nel suo teatro, grazie alla prossima stagione che gli ha dedicato il Sociale, e chissà che qualcosa di lui non vi possa rimanere per sempre.

Lo meriterebbe il genio, ma, soprattutto, la città.

Il rapporto di Volta con il teatro nasce molto prima del 28 agosto 1813, giorno in cui fu inaugurato il Sociale.

In un libro del 1875 dedicato alla giovinezza dell'illustre zio, Zanino Volta ricorda un exploit del futuro scienziato sul palcoscenico ai tempi del ginnasio, frequentato nei primi anni al Collegio dei Gesuiti di via Tatti, dove si trova ancora la Chiesa del Gesù, e poi al seminario di Santa Caterina in Borgo Vico.

«Volgeva al suo termine il 1760 - scrive Zanino - quando rappresentò la parte d'Uranio in un'azione drammatica data dall'Accademia Parteno-Pliniana del Collegio Gesuitico».

Che una firma dell'inventore della pila sia all'origine della rigenerazione (si direbbe oggi) dell'ex Castello della Torre Rotonda, trasformato nella massima sala cittadina, è noto da tempo immemore, anche se proprio il presidente della Società  Palchettisti, Claudio Bocchietti, qualche mese fa ha fatto lo scoop ritrovando, all'Archivio di Stato, e pubblicando, sulle pagine de La Provincia, il verbale della seduta del Consiglio comunale presieduta dall'illustre fisico, in cui si discusse dell'accordo tra il Comune, la Prefettura e i Palchettisti, necessario affinchè questi ultimi potessero entrare in possesso dell'ex fortezza viscontea e demolirla.

Ma quella seduta, e qui sta la novità portata dalla verifica di Bocchietti rispetto alla vulgata tradizionale, si concluse con il voto a favore della richiesta del podestà di avere la nuda proprietà del castello (e quindi del teatro), inaccettabile invece per i Palchettisti.

Insomma, quella sera l'iter per la costruzione del nuovo teatro subì una battuta d'arresto, da cui tuttavia non scaturì una rinuncia, ma, al contrario, vennero messe le carte in tavola dalle tre parti in causa e il successivo 20 aprile si arrivò a un compromesso: il Broletto, precedente sede del teatro, passava alla Prefettura per ospitare l'archivio notarile, il castello ai Palchettisti e il Comune avrebbe avuto, in cambio della perdita della nuda proprietà  del Broletto, un palco al Sociale costruito dai privati a proprie spese.

Volta, anche se sarebbe bello poter sostenere il contrario, come è stato scritto tante volte prima del prezioso accertamento documentale di Bocchietti, a quella seduta non era presente.

Ma se le celebrazioni del bicentenario voltiano puntano, in primis, a «dare respiro al patrimonio immateriale che unisce la città», come ha ben detto Luca Levrini intervenendo, a nome del Comitato nazionale, alla presentazione della stagione di Aslico, certamente il teatro/ex castello è un punto nevralgico, che sopra e attorno al palco riserverà tante sorprese ed emozioni ai comaschi (e non solo).

Però sarebbe bello che alla fine della stagione rimanesse qualcosa che dura per sempre, a testimoniare il legame tra Volta e il teatro - un legame che in vita è stato croce e delizia, si veda l'amore contrastato dalla famiglia per la cantante lirica Marianna Paris sbocciato all'attuale Teatro Fraschini di Pavia, e dopo la morte gli ha riservato un momento beffardo, quando nel 1832 i Palchettisti dedicarono un busto a Giuditta Pasta, prima che Como si fosse decisa a erigere un monumento per il suo figlio più illustre (quello in piazza Volta arriverà  nel 1838).

Sicuramente i Palchettisti staranno già coltivando qualche luminosa idea per perpetuare l'omaggio a Volta, che comincerà a settembre con l'avvio della stagione teatrale.

E faranno cose bellissime, come sempre.

Ma anche una targa modesta, come lo era Volta, in un luogo oscuro, come la vicina chiesa di San Provino dove scelse di sposarsi, avrebbe un suo perchè in mezzo a tante iniziative.

Il pensiero corre al sottopalco del teatro, dove sono evidenti le tracce non solo del Castello della torre rotonda, ma persino delle mura federiciane.

Prove della città stratificata di cui Volta è stato, fino ad oggi, la massima espressione.

Certo, quando si dovesse dire nelle visite guidate che quello è il Sottopalco Volta, qualcuno potrebbe storcere il naso e rinfacciare che si sarebbe potuta dedicare una sala più prestigiosa e scintillante a un uomo di tale levatura, ma la possibile contestazione sarebbe anche un ottimo assist per raccontare ai visitatori di turno un po' della storia del legame tra Volta e il teatro, che abbiamo provato a riassumere in queste righe.

 

9.6 LA PROVINCIA DI COMO - 11/06/2026 - PRIMA - CENTRALI NUCLEARI UN TABÙ DA SUPERARE

La scorsa settimana la Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge-delega sul nucleare.

Una volta approvato anche dal Senato, le Camere conferiranno al governo una delega, da esercitare entro un anno, per disciplinare la produzione di energia da fonte nucleare sostenibile, la ricerca sulla fusione e la gestione dei rifiuti radioattivi.

Si tratta di una iniziativa da cui si evince l'intento del governo di rilanciare le politiche nucleari abbandonate all'indomani del disastro di Chernobyl e del referendum del 1987.

Sul tema delle centrali nucleari risorgeranno, prevedibilmente, le antiche dispute tra apologeti e detrattori.

Vero è, tuttavia, che i conflitti in corso in Ucraina e in Iran, hanno aggravato la dipendenza energetica del nostro paese confermando non solo la scarsa lungimiranza delle nostre classi dirigenti ma, soprattutto, la loro incoerenza.

Infatti, malgrado l'Italia abbia rinunciato alla produzione interna di energia nucleare, i dati confermano un consumo significativo di energia nucleare importata dalla Francia.

Ma c'è altro.

Troppo spesso si finge di dimenticare che il nostro territorio risulta circondato da impianti nucleari: si pensi alla centrale slovena di Krsko e alle numerose installazioni francesi a ridosso del confine.

A questo quadro occorre aggiungere un altro elemento, spesso trascurato nel dibattito pubblico: la presenza di ordigni nucleari statunitensi sul territorio italiano nell'ambito del programma di condivisione nucleare della Nato (Nato Nuclear Sharing).

Secondo il rapporto Nuclear Weapons Ban Monitor 2024, presentato a New York nel marzo 2025 in occasione della Conferenza degli Stati Parti del Trattato per la Proibizione delle Armi Nucleari, l'Italia ospiterebbe un vero e proprio arsenale nucleare che si comporrebbe di un numero significativo di testate nucleari statunitensi dislocate nelle basi militari aeree di Aviano (Pordenone) e di Ghedi (Brescia).

Secondo il quotidiano La Stampa (15 marzo 2025), il nostro paese annovera il maggior numero di ordigni nucleari Usa in Europa (circa 80-90 bombe nucleari di tipo B61).

Si tratta, pertanto, di una realtà che collide con la soave narrazione di un paese denuclearizzato e che pone interrogativi sulla coerenza delle scelte politiche effettuate negli ultimi decenni.

Nel frattempo, nel nostro territorio, la domanda di energia è destinata a crescere in modo cospicuo.

In proposito, sarebbe utile rammentare che la diffusione dei data center, essenziali per l'economia digitale, richiederà quantità sempre più ingenti di elettricità.

Le sole fonti rinnovabili, pur fondamentali e irrinunciabili, non sono ancora in grado di soddisfare tale fabbisogno a causa dell'assenza di sistemi di accumulo.

In questo scenario, il nucleare torna a essere considerato, se non come unica soluzione, come una componente di una possibile e inevitabile combinazione energetica.

Le tecnologie di nuova generazione, a detta degli esperti più accreditati, sarebbero in grado di garantire standard qualitativi avanzati e ben diversi rispetto al passato.

Tuttavia, il problema non è solo tecnico ma è, soprattutto, culturale e politico.

Il ricordo di Chernobyl continua a influenzare l'opinione pubblica italiana, così come quello di Fukushima, alimentando una diffidenza inveterata difficile da scardinare.

Di contro, il contesto energetico impone una riflessione meno ideologica e più pragmatica.

Pertanto, la vera domanda da porsi non è se il nucleare sia esente da rischi ma se l'Italia possa permettersi di escluderlo a priori mentre continua a dipenderne indirettamente.

L'iniziativa del governo servirà, pertanto, a riaprire il dibattito sul nucleare sulla base di dati aggiornati e di una valutazione comparata dei costi, dei rischi e dei benefici.

In quest'ottica, il mondo accademico è chiamato a svolgere un ruolo da protagonista attraverso un ampio confronto con tutte le componenti della società.

Il nostro Paese ha urgente bisogno di investire sul proprio futuro e, in questa prospettiva, è obbligato a decidere se intende affrancarsi da ogni sorta di subalternità e ambire ad una propria politica energetica.

Anche a costo di mettere in discussione un tabù che dura da quasi quarant'anni.

FINE DEL NOTIZIARIO